Prendete un ragazzo cresciuto a pane e fumetti, mettetelo alla Pixar e dategli mano libera.
Otterrete il più bel film sui supereroi mai confezionato.
C’è tutto: la famiglia di supereroi con i problemi da famiglia normale (crisi coniugali, figli in crescita, come sbarcare il lunario); il supereroe – diverso non accettato dalla comunità; il desiderio super di essere normali e quello normale di essere super; il non riuscire a sfuggire all’unica legge scritta sui supereroi, e cioè che “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.
Ma…
Tutto questo è condito da ironia, divertimento, gag, animazione rutilante e velocissima, chiosata da un “non prendiamoci sul serio” che finora non era mai riuscito a nessuna trasposizione cinematografica dei supereroi, né nei drammatici X-Men né nell’ultimo “simpaticamente-teen” Spiderman 2 a mio giudizio un po’ troppo sopra le righe.
Il film è una ridda di citazioni, e percorre la “storia” dei supereroi dalla Golden Age degli anni 50 fino ai nostri giorni, attraverso matrimoni, evoluzioni e nuove generazioni.
Godrete di isole vulcaniche da James Bond, razzi e robot da fantascienza “classica” anni 50, citazioni ai fumetti Marvel e DC (ma bisognerà aspettare il DVD per giocare con il fermo immagine e coglierle tutte) e vi troverete catapultati nelle più belle battaglie con superpoteri mai viste, ineguagliabili per ora dai “veri supereroi umani”.
La famiglia è un chiaro omaggio ai Fantastici Quattro pur mantenendo una propria originalità, ed il gioco diventa graditissimamente scoperto nel finale quando dal sottosuolo compare il nuovo cattivo come l’Uomo Talpa esattamente come nel primo numero dell’omonimo fumetto di Stan Lee e Jack Kirby (presenti tra la gente normale che osserva la battaglia) e le tematiche serie che hanno richiesto decenni per essere sviluppate alle case fumettistiche qui sono trattate con un estro non comune. Ma le citazioni, beh, sono un gioco pressocchè illimitato, e vi invito a divertirvi da soli.
C’è una sola pecca in tutto il film: che parla di supereroi, e quindi nel gradimento del pubblico adulto (i piccoli si sbracciano e tifano dall’inizio alla fine) subirà lo stesso destino di altri film del genere (uno per tutti Unbreakable) ovvero sarà osannato dai “comics-zombie” come me e denigrato da chi non ha mai preso in mano un fumetto (e che ovviamente perde un buon 50% del gusto del film).
Ottima la scelta dei doppiatori, la stilista Edna Mode con la voce di Amanda Lear è una vera chicca, e la particolare intonazione della Morante nella parte di Mamma Incredibile Elastigirl, rende ancora più interessante il personaggio della mamma / moglie più rompiscatole ma pragmaticamente supereoe che si sia mai vista sullo schermo.
Io mi sa che andrò a rivederlo!
Tornare a dare un possibilità al thriller italiano è stata dura.
Dopo la delusione di Almost Blue ero abbastanza prevenuto, per non parlare delle ultime prove imbarazzanti di Dario Argento.
Intendiamoci, non siamo davanti ad un capolavoro, ma un discreto prodotto di genere sì.
E’ una caccia al serial killer, che poi risulterà classicamente un non così imprevedibile ex bambino disturbato.
E dentro ci sono Psyco, il Silenzio degli Innocenti e Seven.
La coproduzione di Rai Film con altri partner europei ha “costretto” a spostare l’azione del romanzo da una non specificata città italiana ad una non specificata città europea, pur mantenendo i cognomi italiani dei protagonisti.
Fa un po’ senso vedere un commissario italiano con trench regolamentare viaggiare a bordo di automobili con POLICE stampigliato, ma tant’è.
Le immagini sono ricercate e la tensione ben tenuta. Luigi Lo Cascio (qui alla prima prova “non mainstream”) alle volte è un po’ spaesato, insomma, non sembra crederci fino in fondo.
Tuttavia chiunque aneli una nuova stagione del thriller italiano farebbe bene a sostenere questo film, che risulta angosciante, teso e alla fine godibile per gli amanti del genere.
Ovviamente, dopo essere usciti dalla sala, compratevi il romanzo di Luca Di Fulvio dal titolo "l’Impagliatore" rieditato da Einaudi in queste settimane, magari per capire tante sfumature che, come al solito, nella trasposizione cinematografica vanno inevitabilmente perse.
Questa è la programmazione nei nostri cinema per il prossimo week-end. Buona visione a tutti, ricordando che martedì 30 novembre, al Cinema Italia (ore 21.30) presenteremo il film Kitchen Stories di Bent Hamer.Vi attendiamo come sempre, non mancatelo!
Cinema Astra
Dal 27 al 28 novembre 2004 (Attenzione: sono previste due distinte programmazioni in contemporanea!)
Prima programmazione Orario: Sabato ore 21.30 - Domenica ore 21.30
Il segreto di Vera Drake di Mike Leigh (Regno Unito, 2004) - Drammatico
Scheda: http://www.filmup.com/sc_ilsegretodiveradrake.htm
Recensione: http://www.filmup.com/ilsegretodiveradrake.htm
Orario: Sabato ore 16.00 - Domenica ore 15.00 - 16.30
Yu-Gi-Oh! Il film di Hatsuki Tsuji (Giappone, 2004) - Animazione
Scheda: http://www.filmup.com/sc_yugioh.htm
Prossimamente (dal 3/12 al 8/12): The Polar Express di Robert Zemeckis
Cinema Italia
Dal 26 al 28 novembre 2004
Orario: Venerdì: ore 21.30 - Sabato: ore 17.00 / 21.30 - Domenica: ore 15.00 / 16.30/ 18.00 / 21.30
Gli Incredibili di Brad Bird (USA, 2004) - Animazione
Scheda: http://www.filmup.com/sc_theincredibles.htm
Recensione: http://www.filmup.com/theincredibles.htm
Buona visione e buon fine settimana!
Finto / Vero.
Il film si gioca su questo.
E fin troppo ovvio che la storia sia finta, ma cosa è davvero finto e cosa è davvero vero?
Sergio è sicuramente terrorizzato da questo genere di film in cui la verità è ben distante, eppure in questo film c’è ironia, azione, una serie di divertiti e argutissimi riferimenti a fumetti e film di varia epoca e una voluta bidimenisonalità del tutto.
Addirittura l’interpretazione di Jude Law e Gwyneth Palthrow è di buon livello condita da ironia a piene mani.
La coppia di eroi è assortita e classica: lui capitano dell’aviazione statunitense lei giornalista alla Lois Lane, spregiudicata e a caccia dello scoop, peccato che abbia un rapporto conflittuale con la sua macchina fotografica.
C’è Giovanni Ribisi in un ruolo di scienziato geniale che potrebbe essere l’antenato di Doc Brown di Ritorno al Futuro, c’è Angelina Jolie che è un Nick Fury in gonnella, con stormi di belle figliole in aerei / sottomarini futuristici, c’è il razzo classico dei film di fantascienza degli anni d’oro, c’è il Mago di Oz (uno dei miei amici e co-spettatori ha giustamente colto il parallelismo tra la storia del Mago e quella del cattivo).
Ci sono inseguimenti di mostri giganteschi (robot nella fattispecie) eroi ed eroine cui non si smuove di un capello l’acconciatura dopo incredibili vicissitudini.
Ci sono battaglie aeree degne di Pearl Harbour.
Ci sono dialoghi alla Hepburn / Tracy, lotte a mani nude contro robot cattivissimi come in Magnus the Robot Fighter di Russ Manning (alzi la mano chi conosce questo fumetto), scorci di città degni di Metropolis (sia quella di Fritz Lang che quella di Superman) e ambientazioni esotiche tra James Bond e Gran Burrone.
Insomma è come assistere al gioco di un bambino che con spregiudicatezza mescola tutte le avventure che lo hanno colpito e tira fuori qualcosa di originale e citazionistico (si dice?) allo stesso tempo.
E alla fine, forse, il messaggio che viene fuori è la classica strizzatina d’occhio allo spettatore perché non dimentichi che è solo finzione, solo intrattenimento e niente di più.
Insomma, a mio giudizio, per chi apprezza il genere è un film da non perdere.
Sperando DAVVERO che non ci siano seconde, terze ed ennesime puntate!
Questa è la programmazione nei nostri cinema per il prossimo week-end. Buona visione a tutti, ricordando che martedì 23 novembre, al Cinema Italia (ore 21.30) presenteremo il film Sotto falso nome di Roberto Andò. Vi attendiamo come sempre, non mancatelo!
Cinema Astra
Dal 19 al 22 novembre 2004
Orario: Feriali ore 21.30 - Festivi ore 15.00 / 17.00 / 21.30
Sky Captain and the World of Tomorrow di Kerry Conran (USA / Regno Unito / Italia, 2004)
Scheda: http://www.filmup.com/sc_skycaptainandtheworld.htm
Recensione: http://www.filmup.com/skycaptainandtheworld.htm
Cinema Italia
Dal 18 al 21 novembre 2004
Orario: Feriali ore 21.30 - Festivi ore 15.00 / 17.00 / 21.30
Ovunque sei di Michele Placido (Italia, 2004)
Scheda: http://www.filmup.com/sc_ovunquesei.htm
Recensione: http://www.filmup.com/ovunquesei.htm
Buona visione e buon fine settimana!
FILMOGRAFIA DI GUIDO CHIESA
(Da "Il Morandini - dizionario dei film" di Laura, Luisa e Morando Morandini)
Ecco la filmografia completa di Guido Chiesa che evidenzia come il suo impegno nel descrivere problematiche sociali e contesti che un tempo si sarebbero definiti” proletari”, sia andato via via crescendo nel tempo. La sua rilettura della storia recente e di un passato assai prossimo è l’elemento portante del suo percorso cinematografico costantemente coerente.
Il caso Martello (It. 1991)
REGIA: Guido Chiesa
ATTORI: Alberto Gimignani, Roberta Lena, Felice Andreasi, Luigi Diberti, Valeria Cavalli
* Assicuratore deve chiudere una pratica aperta da 35 anni il cui beneficiario, un ex partigiano, sembra scomparso nel nulla. Interessante opera prima del torinese G. Chiesa (con esperienze americane alle spalle) che mette in immagini con pulizia, pudore e sensibilità un confronto generazionale con echi piemontesi di Cesare Pavese e Beppe Fenoglio. Ottimo F. Andreasi nella parte del titolo.
GENERE: Dramm. DURATA: 95' VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 2,5 PUBBLICO: 2
Babylon (It. 1994)
REGIA: Guido Chiesa
ATTORI: Paolo Lorimer, Valeria Milillo, Bill Sage, Sophie Bernhard
* Geloso della moglie, assistente universitaria che a New York ha avuto una relazione con un investigatore d'albergo, torinese trentacinquenne, operaio per scelta politica, medita di ucciderla quando l'americano arriva in Italia, ma poi mette in atto un piano più perverso. Girato in Super16 mm a costi stracciati e sostenuto da un'ossessiva colonna sonora (reggae-ragamuffin italiani + rock, punk, funk americani), è uno psycho-thriller che si risolve in un'indagine sull'amore, il rapporto di coppia e i suoi due corollari, la paura e la gelosia che hanno grandi occhi. Sottotitolo (ironico): la paura è la migliore amica dell'uomo. Parlato in 3 lingue, anomalo, stimolante, parzialmente riuscito.
GENERE: Dramm. DURATA: 94' VISIONE CONSIGLIATA: G
CRITICA: 2 PUBBLICO: 1
Non mi basta mai (It. 1999)
REGIA: Guido Chiesa, Daniele Vicari
ATTORI: Ebe Matta, Vincenzo Elafro, Pasquale Salerno, Gianni Usai, Pietro Perotti
* Che fanno e come vivono gli operai della Fiat vent'anni dopo gli avvenimenti che tra il '79 e l'80 sconvolsero la città-azienda di Torino? Si raccontano i casi di 5 di loro che furono licenziati o si dimisero e che oggi si sono riciclati in una cooperativa di pesca in Sardegna, un centro di recupero minorile in periferia, una comune familiare multireligiosa, un ambulatorio fisioterapico, un villaggio del Centramerica. “L'utopia non si raggiunge mai, ma serve a far camminare”. “La Fiat non mi ha licenziata. Sono stata io a licenziare la Fiat”. Le 2 frasi suggeriscono il tono, la passione e l'ironia che innervano questo documentario politico-esistenziale. Nelle 5 storie di fuga e riscatto le interviste di oggi si alternano con spezzoni di materiali d'epoca, di film militanti (A. Giannarelli, U. Gregoretti e altri) e riprese amatoriali con colore e sonoro, girate da Pietro Perotti durante i 35 giorni del blocco dei cancelli. Montaggio creativo di Luca Gasparini; immagini (Gherardo Gossi) rielaborate con efficaci deformazioni senza compiacimenti postmoderni; suono e musica di Giuseppe Napoli.
GENERE: Doc. DURATA: 75' FOTOGRAFIA: BN/Col. VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 3 PUBBLICO: 1
Il partigiano Johnny (It. 2000)
REGIA: Guido Chiesa
ATTORI: Stefano Dionisi, Andrea Prodan, Fabrizio Gifuni, Giuseppe Cederna, Alberto Gimignani, Claudio Amendola, Chiara Muti, Umberto Orsini, Felice Andreasi
* Rientrato in divisa nella natia Alba (CN) dopo l'8 settembre l'universitario Johnny va nelle Langhe e si unisce prima a una banda di “garibaldini” (comunisti), poi a una formazione di “azzurri” (monarchici), ed è disilluso da entrambi. Si ritrova a passare da solo il duro inverno del '44, ma scopre la vera ragione d'essere partigiano, rimanendo sé stesso. E in primavera riprende la lotta. Dal romanzo (1968) postumo e incompiuto di Beppe Fenoglio (1922-63), sceneggiato con Antonio Leotti, G. Chiesa – ammiratore e studioso dello scrittore albese cui ha dedicato 2 documentari TV – ha tratto un film asciutto e severo che ne rispetta profondamente lo spirito, ma di cui è rimasto un po' prigioniero per eccesso di amore fedele. Nel mettere lo sguardo di Johnny al centro della narrazione, ne ha fatto un film molto fisico sul precario lavoro del partigiano, sul faticoso e doloroso mestiere di sopravvivere sui monti con il suo carico di pioggia, neve, fango, agguati, fughe, sangue, paura, dubbi, spie, rappresaglie, solitudine. È forse il primo film che racconta con coinvolgente efficacia che cosa fosse un rastrellamento e che della guerra per bande espone la casualità. Non tutto convince (gli interni borghesi, il personaggio di Nord), ma funzionano S. Dionisi (con la sua somiglianza fisica al giovane Fenoglio) e il suo sguardo; funziona la fotografia scabra e denaturata di Gherardo Gossi. Insolita la partitura per archi di Alexandre Balanescu, da molti giudicata invadente. Prodotto e distribuito dalla Fandango di Domenico Procacci. L'edizione di 135' presentata alla Mostra di Venezia è stata asciugata di alcuni minuti.
GENERE: Guerra DURATA: 135' (128') VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 3 PUBBLICO: 2
AUTORE LETTERARIO: Beppe Fenoglio
Questa è la programmazione nei nostri cinema per il prossimo week-end. Buona visione a tutti, ricordando che martedì 16 novembre, al Cinema Italia (ore 21.30) presenteremo il film Lavorare con lentezza di Guido Chiesa. Vi attendiamo come sempre, non mancatelo!
Cinema Astra
Dal 12 al 16 novembre 2004
Orario: Feriali ore 21.30 - Sabaro: ore 17.00 / 21.30 - Domenica: ore 15.00 / 17.00 / 19.00 / 21.30
L'esorcista: la genesi di Renny Harlin (USA, 2004)
Scheda: http://www.filmup.com/sc_lesorcista2.htm
Recensione: http://www.filmup.com/lesorcista2.htm
Cinema Italia
Dal 12 al 14 novembre 2004
Orario: Feriali ore 21.30 - Festivi ore 15.00 / 17.00 / 21.30
Shall we dance ? di Peter Chelsom (USA, 2004)
Scheda: http://www.filmup.com/sc_shallwedance.htm
Recensione: http://www.filmup.com/shallwedance.htm
Bellissimi i due ultimi post di Sergio.
Non più tardi di una settimana fa riflettevo su come dal Gladiatore in poi i kolossal di Hollywood (che costituiscono quella fascia di cinema rutilantemente pop corn da multisala cui tenacemente si oppongono gli irriducibili di provincia vessati da sale inadeguate, gestori incompetenti, ecc. ecc.) hanno iniziato a veicolare l’immagine dell’Imperium, dell’intervento militare, dell’eroe che combatte per patria / libertà /giustizia / democrazia.
I personaggi sono ormai delineati con pochissimi tratti, senza approfondirne la psicologia, e soprattutto senza concedere dubbi, Il protagonista è bianco, l’antagonista è nero.
Quanto è difficile contrabbandare questo nei notiziari, anche se ci si prova con una docu-fiction abbastanza pietosa.
Ecco perché, forse, l’attore elettronico è pericoloso.
Cosa vieta a noi fanatici di cinema (e personalmente anche di fantascienza) di ipotizzare un esperienza virtuale multimediale che ci renda molto più soddisfatti, tale da poter essere fruita attraverso il nostro PC casalingo, in modo da rimanere buoni buoni ai nostri posti ed evitare quei postacci infami chiamati cineforum dove inevitabilmente si parte dal film e si finisce a disquisire della società?
Divide et Impera.
Hollywood Docet.
Quando è buio nella sala
Riflessioni di un cinefilo impenitente
di Sergio Tardetti
Da quando il cinema è sceso in campo per competere con la televisione, ha cercato sempre di colpire lo spettatore. continua a leggere qui
L'America come catastrofe? Nel vero senso della parola: come "rivolgimento", come "parte della tragedia classica in cui avviene lo scioglimento dell'intreccio". Siamo stati tutti in attesa che l'intreccio si sciogliesse, che avvenisse un ribaltamento della situazione, che poi non è avvenuto. La tragedia, come ogni spettacolo, continua ancora. Parlo naturalmente della tragedia quotidiana del normale vivere, come ce la mostra Michael Moore nei suoi lucidi e perfetti, tecnicamente e stilisticamente, docu-film. L'ultimo, in ordine di edizione, "Fahrenheit 9/11" è stato presentato in rassegna nella prima proiezione, l'altro splendido capolavoro "Bowling a Columbine" è stato proposto in televisione proprio questa sera. Come fare grandi film senza grandi star ce lo mostra proprio Moore, unica vera star delle sue rappresentazioni, che vedono come coprotagonisti presidenti americani in carica e vecchie star imbolsite. Un surgelato Charlton Heston, reduce forse ancora dallo scontro nell'arena con il perfido Messala, campeggia come una tristissima icona di un'America che rifugge dall'idea stessa di catastrofe e, nondimeno, non può sfuggirla. La catastrofe quotidiana, lo stillicidio dei morti ammazzati dalla violenza, non certamente maggiore di quella di altri paesi e di altre società, ma che passa facilmente dall'idea della violenza all'atto stesso, grazie alla profusione di armi di qualsiasi tipo e di qualsiasi calibro che una legge da selvaggio west consente e quasi impone di possedere. Potrà mai l'America liberarsi da se stessa e, soprattutto, lo vorrà mai? (Sergio)
Ecco la programmazione a Gubbio per questo fine settimana. Diamo intanto quella relativa al cinema Astra; completeremo l'informazione relativa al cinema Italia non appena possibile.
Cinema Astra
Sabato 6 - Domenica 7 novembre 2004
Orario: Sabato ore 21.30 - Domenica ore 15.00 / 17.00 / 21.30
Mare dentro di Alejandro Amenabar
Scheda: http://www.filmup.com/sc_maredentro.htm
Recensione: http://www.filmup.com/maredentro.htm
Buona visione!