Cinema Astra
Dal 31 Marzo 2005 al 3 Aprile 2005
Per informazioni: Cinema Astra: tel. 075-9273606
Orario: Feriali ore 21.30 - Festivi ore 15.00 - 17.00 - 21.30
Una serie di sfortunati eventi di Brad Silberling (USA, 2004) - Fantastico - Avventura
Scheda: http://filmup.leonardo.it/sc_lemonysnickets.htm
Recensione: http://filmup.leonardo.it/lemonysnickets.htm
Cinema Italia
Programmazione non pervenuta
Per informazioni: Cinema Italia: tel. 075-9273755
Buona visione e buon fine settimana!Sembra che il tempo sia trascorso molto bene per Ken Loach: ottimo fin dagli esordi, come un vino pregiato, ha saputo dare corpo a tutte le sue migliori qualità, al punto di meritarsi, per questo suo ultimo lavoro, la qualifica di "eccellente". E, in effetti, pur essendo abituati alla grande qualità del cinema di Loach, dobbiamo notare un elemento in più, non sempre così marcato: la capacità di toccare profondamente le corde del sentimento. I suoi primi personaggi, solitamente marginalizzati da una società impietosa, che non ammette debolezze e pericolosi coinvolgimenti in tristi vicissitudini di senza casa e senza lavoro, stanno gradualmente cedendo il passo ad altri non meno coinvolgenti, ma senza quella visione amara della vita che per molto tempo ha rappresentato per Loach l'unico sguardo sulla società. Oggi un fondo di realistico ottimismo sembra pervadere le immagini di questa vicenda dei sentimenti, raccontata con estremo garbo e con intensa espressività. Dovendo sintetizzare la trama in poche parole, si potrebbe inquadrare la storia nel filone dell'amore contrastato; in realtà questa sintesi appare assolutamente inadeguata ad esprimere la complessità dei conflitti che i protagonisti si trovano ad affrontare. Una coppia estremamente male assortita, cattolica irlandese lei, musulmano pachistano lui, non può che innescare conflitti. Conflitto tra integrazione e tradizione, tra dovere verso gli altri (famiglia, comunità) e dovere verso se stessi. Il dovere di essere felici, sembra ricordarci il regista, il dovere di amare chi ci ama, il dovere di cambiare le regole, quando le regole diventano prigione. Ma il conflitto più intenso è quello vissuto dal protagonista, il conflitto tra il rispetto degli altri e quello di se stesso. Proprio quando sembra non esserci più spazio per alcuna mediazione, ecco uscire allo scoperto la nuova visione di Loach, una visione ammorbidita dell'esistenza, meno triste e amara. Le cose possono cambiare: ecco il nuovo messaggio che cancella in un attimo le tristi ed amare visioni disseminate a piene mani nelle storie raccontate in passato da Ken Loach. Da "Riff Raff", a "Piovono pietre" a questo "Bacio appassionato" molta strada è stata percorsa, ma ugualmente molta ne rimane da percorrere, verso quel traguardo ideale che Loach addita con la sua consueta ironia, tratteggiando una figura di prete cattolico, per il quale la parola "integralismo" appare assolutamente inadeguata. Una figura che fa da contraltare con il credente musulmano, padre del protagonista, un confronto tra fedi e fedeli dal quale il cattolicesimo esce con le ossa rotte. I personaggi di Loach sono simboli di un'umanità in continua evoluzione e in continua contrapposizione dialettica. La sconfitta, sembra dire Loach, è chiudersi in se stessi, arroccarsi sulle proprie posizioni, troncare il dialogo con gli altri. Ecco il messaggio di un autore "appassionato", che trasporta la sua passione civile nelle proprie opere. Cento di questi film, caro Loach!
Tocca a Woody Allen, il più amato dagli psicanalisti, mettere sul lettino l'Autore e fargli confessare il suo Complesso di Onnipotenza. Questa è, a mio giudizio, l'operazione primaria condotta attraverso questo aggraziato, leggero e nel contempo profondo e meditato film, che si incastona perfettamente nella preziosa collana delle produzioni artistiche del più serio comico americano di tutti i tempi. Stavolta il regista- attore rinuncia ad apparire in prima persona, ma non a farsi rappresentare dal suo alter ego, altrettanto goffo e sfortunato nei suoi approcci con la sessualità, doppiato perfino con le medesime vocalizzazioni biascicate e belanti. L'Autore, divinità onnipotente che foggia a suo piacere i destini dei suoi personaggi, si materializza addirittura in una coppia, che pretenderebbe di dare forma alle azioni, alle parole ed alla sequenza pseudocasuale degli eventi di una doppia Melinda, dalle due facce. Il richiamo insistente alla ambivalenza tragicomica dell'esistenza di ciascuno è accentuato dalla ricomparsa di oggetti simbolici disseminati lungo tutto il percorso narrativo, come la lampada, nonché dal ripresentarsi per le due Melinde delle medesime situazioni, affrontate e risolte, a seconda del punto di vista, con spirito ed esito diversissimo. Insomma, una interessante tragicommedia sul doppio che si rifà a modelli antichissimi e più alti, da Plauto a Shakespeare: il tutto confezionato con quel tanto di briosità e gradevolezza che ne fa un prodotto di buona qualità. Forse non rimarrà tra i cento capolavori del cinema di tutti i tempi, ma, grazie soprattutto al grande mestiere dell'autore, riesce a raggiungere uno dei principali scopi dell'arte in generale, e di quella cinematografica nello specifico: continuare a farci pensare anche al termine della proiezione. E, scusate se è poco.
Il grande Woody è un ospite ormai fisso delle nostre Rassegne e, quindi, anche quest'anno non poteva mancare. Notizie sulla filmografia di Woody Allen potrete trovarle qui . Tratti come al solito da "Il Morandini - dizionario dei film" di Laura, Luisa e Morando Morandini, ecco gli ultimi aggiornamenti.
Quando penso a un termine, capace di esprimere la bellezza che Zhang Yimou riesce ad infondere nelle immagini dei suoi film, mi viene sempre in mente la parola "lirismo". E' stato con una intensa aspettativa di conferma che ho assistito alla proiezione di "La foresta dei pugnali volanti", in cui si narra, per l'ennesima volta, una storia che ha rappresentato e continua a rappresentare il nucleo fondante di molti drammi, raccontati sulle tavole di un palcoscenico o sul telone di uno schermo. Si racconta l'eterna storia del triangolo amoroso - lei, lui, l'altro - che, attraverso molte varianti, continua ad appassionare generazioni di spettatori, del grande e del piccolo schermo. Questa potrebbe essere, in estrema sintesi, l'anima della vicenda, se non fosse che un'entità superiore - non il tanto evocato "destino", quanto, piuttosto, il paesaggio - sovrasta e condiziona la conduzione della storia. Insieme all'eterea leggerezza di passi di danza e l'assoluta bellezza ed eleganza dei coreografici combattimenti, il paesaggio regna incontrastato per quasi tutto il film. La Natura, stavolta entità oggettivata in boschi, nuvole, sorgenti e fenomeni atmosferici, è la vera protagonista. Ed ecco che rispunta quel termine "lirismo", che promana da una fortissima rappresentazione di stati d'animo ed esperienze interiori, tradotti magistralmente in immagini dai colori tenui, come solo nei cromatismi dell'oriente siamo soliti ammirare. I ritmi della narrazione non sono certo quelli parossistici ed incalzanti ai quali ci hanno abituato i filmaker della "Fabbrica dei sogni"; la vicenda procede per reiterazioni ed accumulazioni, come è tipico della tradizione affabulativa orientale. Lo spettatore, stordito dai continui fuochi d'artificio dei colpi di scena alla "Matrix", può provare un senso di disagio, per quella che ritiene una durata eccessiva e gratuita di ogni scena d'azione. Se ci fermiamo alla superficie delle cose, come non dargli ragione? Ma, quando volessimo addentrarci nel profondo di quello che, in termini altisonanti e piuttosto generici, viene definito lo "specifico filmico", come non dargli torto? Un film deve essere una gioia per gli occhi, innanzi tutto, quindi una gioia per la mente, infine una gioia per la vita. Se la sua luce si esaurisce all'uscita dalla sala, allora il suo autore ha fallito lo scopo. La luce di "La foresta dei pugnali volanti" è senz'altro destinata a non spegnersi tanto presto, ma, piuttosto, a rischiarare a lungo la notte nella quale si aggirano, brancolando, i nostri tormentati pensieri.
La primavera sembra ancora piuttosto lontana: nevica anche in questo momento. Il tempo non è particolarmente invitante per uscite e scampagnate fuori porta. Cosa c'è di meglio, allora, di un bel film? Ecco cosa ci riservano i cinema di Gubbio per questo fine settimana.
Cinema Astra
Dal 4 Marzo 2005 al 6 Marzo 2005
Per informazioni: Cinema Astra: tel. 075-9273606
Orario: Feriali ore 21.30 - Festivi ore 15.00 - 17.00 - 21.30
Mi presenti i tuoi ? di Jay Roach (USA, 2004) - Commedia
Scheda: http://www.filmup.com/sc_mipresentiituoi.htm
Recensione: http://www.filmup.com/mipresentiituoi.htm
Cinema Italia
Programmazione intravista passando!!!
Per informazioni: Cinema Italia: tel. 075-9273755
Pare che proiettino...
Il mercante di Venezia di Michael Radford (Gran Bretagna - Italia, 2004) - Commedia, Drammatico
Scheda: http://www.filmup.com/sc_ilmercantedivenezia.htm
Recensione: http://www.filmup.com/ilmercantedivenezia.htm
Ai soci, amici e simpatizzanti: se aspettate fino al 27 aprile, lo potrete vedere nella nostra Rassegna, aspettateci...
Buona visione e attenti alla neve!