Ennis " è una cosa che inizia e finisce quì"
Jack "non c'è bisogno che nussuno lo sappia"
Ennis "io non sono così"
Jack "nemmeno io"
Ennis, tesa larga del cappello texano calata sugli occhi, affronta il mondo a testa bassa. Il cappello che fa da filtro al mondo e alle sue brutture, introverso quanto basta ad allontanare chiunque. Jack solare e aperto al mondo, sempre pronto a lanciarsi dal precipizio. Tra loro una frase, che cito da uno dei miei cantanti preferiti, "chi è circolare non può diventare quadrato e questo è il mio stato!". Un legame forte di passione ed amore che dura in eterno e che va oltre alla morte, oltre a quella vita che Ennis non può concedere a Jack. Anche se è la seconda volta che vedevo il film I segreti di B. M. sono rimasto ancora più intrappolato nelle loro vicende e l'emozione è sempre forte nel rivivere la loro storia. Grazie Ang Lee.
Attenzione! La programmazione del Cineclub 22 ha subito una importante variazione. Mercoledì 22 febbraio verrà proiettato il film "I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN", anziché il previsto "Broken flowers", che verrà presentato in seguito. Prendetene nota, se non volete rischiare di perdere questa supernominata pellicola. Vi aspettiamo!
Questo mi è piaciuto (di film).
Bisio è un ottimo attore, misurato, non gigioneggia ma anzi rende il personaggio al meglio. Ed ora lasciatemi fare sfoggio della mia cultura giallistica.
Il Gorilla è un personaggio creato da Sandrone Dazieri (attuale editor dei Gialli Mondadori e di Colorado) che si muove tra Milano e Cremona, con un passato di buttafuori, militante dei centri sociali e bodyguard. La sua particolarità è che dall'età di sei anni non dorme più, ovvero quando si addormenta "viene fuori" la sua seconda personalità: il Socio, più cattivo e calcolatore, salutista ed ordinato. Ed entrambi si trovano coinvolti in inchieste noir tipicamente italiane.
Bene, mentre i romanzi alle volte sono un po' ingarbugliati (sfiorando il confuso) specialmente nel finale, il film pur perdendo qualcosa del ritmo incalzante della pagina scritta però è lineare, ben girato, e l'intreccio godibile fino alla fine.
Bisio risulta credibile in entrambi le personalità, e i caratteristi di contorno sono tutti all'altezza. Per una volta si vede finalmente un regista (Carlo A. Sigon) che non ritiene necessario effettuare montaggi elettronici ad ogni scena con il risultato di dare solo virtuosismi visuali privi di funzionalità rispetto alla storia, come invece accade spesso nelle nuove leve dei registi europei.
Il commento musicale è azzeccato, e la chiusura con "Vecchio Frac" e il "doppio" Bisio dona una nota poetica e stralunata alla storia esattamente come il senso che lasciano i romanzi di Dazieri.
Quindi andate a vedere questo film ed evitatelo solo se non vi piace il noir.
... capita a volte di vivere la vita che si è sempre desiderata, quel tipo di lavoro quel tipo di donna quella macchina e quella casa. Capita a volte che per la passionalità di un attimo, di un momento, di un incontro metti in gioco tutto rischiando di perdere quello che hai sempre voluto. Solitamente quando realizzi che non vuoi perdere tutto ciò che hai diventa difficile uscire dal gioco e quella relazione vissuta clandestinamente ma intensa diventa un peso che senti di dover scaricare. Allora cosa sei disposto a fare? Elabori un piano perfetto, un delitto perfetto. Quello che colpisce in Match Point di W. Allen non è tanto il crimine che rimane impunito ma quello che uno è disposto a fare pur di salvare il proprio benessere e tornaconto. La domanda che mi balza alla testa è oltre a uccidere l'amante non ha ucciso anche un pò se stesso e la propria anima? Meditate gente.......
Lungo e pesante.
Questi i primi due aggettivi che mi vengono in mente uscendo dal cinema. Dopo inizio a chiedermi: cosa vuole dire Spielberg con questo film?
Forse che i Giusti della Lista di Schindler per mantenere una nazione di Giusti devono essere ingiusti? Forse che quando ti lasci prendere dal gioco delle spie nella sua parte più sporca di sangue alla fine non riuscirai mai più ad uscirne pulito?
Non lo so, è come se nel film ci fossero due film: il primo che riesce quasi a dare un ottica equidistante senza parteggiare per palestinesi ed israeliani, condannando la violenza come un germe impossibile da combattere, quasi anelando alla pace altrettanto impossibile da ottenere, e il secondo che si comporta come le spy story anni settanta (i tre giorni del condor, per citarne una) usandone tutti i trucchi e i "topoi" classici (anche la suspence per l'automobile nera che passa vicino al protagonista con bambina in braccio, il finestrino si abbassa... e buttano una cicca).
Ma le due parti sono slegate, così come non riesco a capire alcune soluzioni di montaggio (la cronaca di quanto avvenuto a Monaco nel 72 con gli atleti olimpici intervallata in flashback del protagonista e diluita lungo l'intero film) oppure il finale diluito anche con la crisi di coscienza dopo l'iniziale paanoia, quando un taglio netto almeno dieci minuti prima avrebbe reso tutto più essenziale, più vero, e anche il calare della tensione al centro del film senza che ci sia un lavoro introspettivo reale.
Insomma.
Volete un film che descrive la paranoia di un killer dei servizi segreti? Guardate Pensieri di una Mente Pericolosa di George Clooney.
Volete un film di spionaggio "sporco" ma teso e da intrattenimento? Guardate Spy Game di Tony Scott con Redford e Pitt.
Volete rimanere spiazzati e rendervi conto che il grande regista che ha raccolto l'eredità della vecchia guardia americana è Clint Eastwood? Guardate Munich.
Intendiamoci, me l'aspettavo (che fosse tempo sprecato) ma non COSi' sprecato!
Ieri volevo vedere Munich ma gli orari erano proibitivi e ho "ripiegato" su Dick e Jane Operazione Furto (con Jim Carrey).
Il film è prodotto da Carrey, e speravo che, essendo una commedia, fosse quantomeno divertente.
Che delusione!
Non starò a fare paragoni con Truman Show o Eternal Sunshine of the Spotless Mind perchè il livello narrativo è totalmente diverso visto che questa è una commedia, ma perfino il regista che ha al suo attivo l'ottimo Galaxy Quest (il più bel film su Star Trek che abbia mai visto) e alcuni episodi di una serie televisiva (Monk) che mescola in maniera sapiente crimine e umorismo penso che abbia limitato il suo lavoro ad un "Azione!" "Stop!".
La storia non esiste, è ridotta ad una serie di siparietti, si ride pochissimo (non perchè intristisca, perchè si ride poco e basta) e tutto è assolutamente stiracchiato e scontato quando privo di ogni motivazione.
Eppure dalla storia di una coppia della "middle-to-upper class" trascinata in una bancarotta "alla Parmalat" che scende tutta la scala sociale per poi darsi al furto (rapine in banche, appartamenti e negozi) e infine truffare il plurimiliardario con pelo sullo stomaco di turno ci si poteva aspettare qualcosa di totalmente diverso.
Insomma, io ci ho speso 5,5 euro, a voi consiglio di non sprecarci nemmeno una serata quando passerà in TV.
P.S.
Sono tornato.
Art