Geniale, il linguaggio; efficace l'idea; divertente, il risultato; Fascisti su Marte fa ridere; e vi pare poco? In questi anni tanti, troppi comici cresciuti tra teatro e televisione sono approdati, illusi dal soldo facile e convinti di imitare le gesta economiche di un Pieraccioni o di un Aldo/Giovanni/Giacomo, nelle sale cinematografiche riscuotendo, loro malgrado, un flop prima commerciale e poi professionale. Si pensi ad Ale e Franz di Zelig, a Panariello o a Bebo Storti ( il mitico conte Uguccione ); Guzzanti si è dimostrato forse più umile e lungimirante nel realizzare un non-film comico; e chi l'ha detto che al cinema si debba per forza vedere un film? E allora addio alla retorica delle classiche storielle romantico-antiretoriche per giustificare qualche battuta quà e là. RIDERE O MORIRE questo è stato l'imperativo categorico del camerata Guzzanti.
