E' stata proprio una piacevole serata quella trascorsa mercoledì sera presso il cinema Italia. Sala adeguatamente riscaldata, per vincere i rigori e l'umidità di questo inverno piuttosto lento a passare; assai gradevole anche il calore umano delle numerose presenze di soci vecchi e nuovi del Cineclub 22 (ben ventisette, già alla prima serata! ) e spettatori. Crediamo di non peccare di presunzione se ci piace immaginarli attirati anche dalla qualità della nuova programmazione, oltre che dallo spettacolo garantito dell'ultima fatica, veramente notevole, di Woody Allen. Messe da parte le nevrosi dei personaggi americani, l'autore trasferisce il suo set nella più quieta e pragmatica alta società londinese, per dare vita ad un "racconto morale", sulla falsariga di tanti analoghi racconti rohmeriani. La morale della storia, enunciata a chiare lettere anche nel corso di essa, è assai scontata: "Meglio nascere fortunato che ricco", come direbbe la nostra saggezza popolare. Si tratta, naturalmente, di un pretesto, sul quale innescare una serie di avvenimenti, che prendono avvio con la leggerezza delle arie d'opera, che tanto sembrano appassionare il protagonista e i comprimari. Sopra tutte, vera colonna sonora che accompagna l'intera vicenda, "Una furtiva lacrima", che richiama, non a caso, "L'elisir d'amore" di Donizzetti. Ed è proprio di questo elisir, che prende corpo nelle abbondanti e onnipresenti libagioni di tutto il film, che sembrano dissetarsi i frivoli e calcolatori personaggi. Il destino, stavolta, sembra stare dalla parte del più cinico, di chi è disposto a rischiare di più per raggiungere il proprio obiettivo: arricchire e costruirsi uno status sociale senza fatica. Man mano che le immagini scorrono, si avverte un progressivo mutamento di atmosfera, che si fa sempre più pesante, fino a sfociare in tragedia, un delitto, ma questa volta senza castigo. L'interrogativo con il quale lasciamo la sala è: riuscirà il freddo e calcolatore Chris a superare le angosce del duplice omicidio commesso, che ricorrono come incubi nelle sue notti insonni? E' quanto ci piacerebbe sapere, magari, chissà, in un possibile sequel, sempre ad opera dello stesso Allen... Pregevole la recitazione di tutti gli attori: ci vuole molto impegno e professionalità per apparire così fatui e cinici.