Il CineClub 22 di Gubbio è un'Associazione Culturale nata nel 1993 con l'intento di diffondere la cultura cinematografica ed il film d'autoreNotte e nebbia
(Nuit et brouillard)
Un film di Alain Resnais. Genere Documentario, colore 31 minuti. - Produzione Francia 1956.
Anni di piombo
(Die bleierne Zeit)
Un film di Margarethe Von Trotta. Con Barbara Sukowa, Rudiger Vogler, Jutta Lampe. Genere Drammatico, colore 106 minuti. - Produzione Germania 1981.
Intervista a Claude Lanzmann, autore del grande documentario
sullo sterminio degli ebrei che esce ora, in dvd, in libreria
Shoah, il capolavoro nato dalle ceneri
La vita è bella
Un film di Roberto Benigni. Con Horst Buchholz, Roberto Benigni, Giustino Durano, Nicoletta Braschi, Giuliana Lojodice, Giorgio Cantarini, Gina Rovere, Lydia Alfonsi, Marisa Paredes, Franco Mescolini, Andrea Tidona, Massimo Salvianti, Francesco Guzzo, Nino Prester. Genere Drammatico, colore 120 minuti. - Produzione Italia 1997.
KAPO'
Un film di Gillo Pontecorvo
Interpreti: Didi Perego, Emmanuelle Riva, Laurent Terzieff, Susan Strasberg
Durata: h 1.42
Nazionalità: Italia 1960
Genere: drammatico
Schindler's List
(Schindler's List)
Un film di Steven Spielberg. Con Ben Kingsley, Ralph Fiennes, Liam Neeson, Jonathan Sagalle, Beatrice Maccola, Caroline Goodall, Embeth Davidtz, Andrzej Seweryn. Genere Drammatico, colore 195 minuti. - Produzione USA 1993.
Train de vie - Un treno per vivere
(Train de vie)
Un film di Radu Mihaileanu. Con Agathe De La Fontaine, Lionel Abelanski, Rufus, Clément Harari, Marie José Nat, Bruno Abraham-Kremer, Michel Muller, Johan Leysen. Genere Commedia, colore 103 minuti. - Produzione Francia, Belgio, Romania, Germania 1998.
Assisi Underground
Un film di Alexander Ramati. Con Maximilian Schell, James Mason, Ben Cross, Alfredo Varelli, Irene Papas, Riccardo Cucciolla, Venantino Venantini, Angelo Infanti, Roberto Bisacco, Greta Vaillant, Massimo Sarchielli, Giancarlo Prete, Delia Boccardo, Paolo Giusti, Maurice Poli, Margherita Sala, Riccardo Salvino, Francesco Carnelutti, Alfredo Pea, Roberta Manfredi, Carlo Monni, Alessandra Mussolini, Franco Trevisi, Paolo Malco, Matteo Corvino, Didi Ramati, David Brandon, Renato Miracco, Fabio Meyer. Genere Drammatico, colore 116 minuti. - Produzione USA 1984.
Il diario di Anna Frank
(The Diary of Anne Frank)
Produzione USA
Anno 1959 b/n
Regia: George Stevens
Interpreti. Millie Perkins Joseph Schildkraut Shelley Winters Richard Beymer
Genere Drammatico
Durata 180'
... e molti altri ancora
Sicko
Provocatore, geniale, scorretto, passionale, polemico e divertente, in altre parole: Michael Moore. Dopo il mediocre Farenheit 9/11 (troppo schierato o, forse, semplicemente un film sbagliato), l'uomo che è riuscito a portare il genere documentario ai vertici dei box office di tutto il mondo, torna con un'opera molto importante, da qualsiasi punto di vista si decida di valutarla. Sicko non è, come spesso è stato definito, "un'analisi sul sistema sanitario americano", è piuttosto una pellicola che, coscientemente e con il giusto equilibrio fra dramma e comicità, è stata pensata per scatenare il dibattito, smuovere le coscienze e far ragionare un paese nel quale 50 milioni di persone non possono concedersi il lusso di ammalarsi.
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In questo mondo libero
In questo periodo di morti bianche e sfruttamento sul lavoro Ken Loach ha deciso di realizzare un film sulle condizioni degli immigrati a Londra, quello che ottiene è uno spaccato dal gusto amaro della società di cui siamo completamente inconsapevoli. Protagonista del film è Angie, una ragazza di trentatre anni, con un figlio alla ricerca di una strada professionale in cui possa mostrare le sue doti. Decide perciò di aprire con la sua amica Rose una società che fornisce lavoro agli immigrati.
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I viceré
“I viceré” tratto dal romanzo omonimo di Federico de Roberto, narra le vicende della nobile famiglia degli Uzeda di Francalanza in Sicilia, durante il Risorgimento, nel cruciale passaggio dal Regno dei Borboni all’unificazione d’Italia.
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Le ragioni dell'aragosta
In un piccolo villaggio della Sardegna occidentale, Su Pallosu, si ritrovano gli attori di "Avanzi" (programma tv satirico degli anni '90), per mettere su uno spettacolo a sostegno della causa dei pescatori di questa zona, in grandi difficoltà ed ormai demoralizzati per i danni economici che lo spopolamento del mare gli sta recando.
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Il grande Woody è un ospite ormai fisso delle nostre Rassegne e, quindi, anche quest'anno non poteva mancare. Notizie sulla filmografia di Woody Allen potrete trovarle qui . Tratti come al solito da "Il Morandini - dizionario dei film" di Laura, Luisa e Morando Morandini, ecco gli ultimi aggiornamenti.
FILMOGRAFIA DI GUIDO CHIESA
(Da "Il Morandini - dizionario dei film" di Laura, Luisa e Morando Morandini)
Ecco la filmografia completa di Guido Chiesa che evidenzia come il suo impegno nel descrivere problematiche sociali e contesti che un tempo si sarebbero definiti” proletari”, sia andato via via crescendo nel tempo. La sua rilettura della storia recente e di un passato assai prossimo è l’elemento portante del suo percorso cinematografico costantemente coerente.
Il caso Martello (It. 1991)
REGIA: Guido Chiesa
ATTORI: Alberto Gimignani, Roberta Lena, Felice Andreasi, Luigi Diberti, Valeria Cavalli
* Assicuratore deve chiudere una pratica aperta da 35 anni il cui beneficiario, un ex partigiano, sembra scomparso nel nulla. Interessante opera prima del torinese G. Chiesa (con esperienze americane alle spalle) che mette in immagini con pulizia, pudore e sensibilità un confronto generazionale con echi piemontesi di Cesare Pavese e Beppe Fenoglio. Ottimo F. Andreasi nella parte del titolo.
GENERE: Dramm. DURATA: 95' VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 2,5 PUBBLICO: 2
Babylon (It. 1994)
REGIA: Guido Chiesa
ATTORI: Paolo Lorimer, Valeria Milillo, Bill Sage, Sophie Bernhard
* Geloso della moglie, assistente universitaria che a New York ha avuto una relazione con un investigatore d'albergo, torinese trentacinquenne, operaio per scelta politica, medita di ucciderla quando l'americano arriva in Italia, ma poi mette in atto un piano più perverso. Girato in Super16 mm a costi stracciati e sostenuto da un'ossessiva colonna sonora (reggae-ragamuffin italiani + rock, punk, funk americani), è uno psycho-thriller che si risolve in un'indagine sull'amore, il rapporto di coppia e i suoi due corollari, la paura e la gelosia che hanno grandi occhi. Sottotitolo (ironico): la paura è la migliore amica dell'uomo. Parlato in 3 lingue, anomalo, stimolante, parzialmente riuscito.
GENERE: Dramm. DURATA: 94' VISIONE CONSIGLIATA: G
CRITICA: 2 PUBBLICO: 1
Non mi basta mai (It. 1999)
REGIA: Guido Chiesa, Daniele Vicari
ATTORI: Ebe Matta, Vincenzo Elafro, Pasquale Salerno, Gianni Usai, Pietro Perotti
* Che fanno e come vivono gli operai della Fiat vent'anni dopo gli avvenimenti che tra il '79 e l'80 sconvolsero la città-azienda di Torino? Si raccontano i casi di 5 di loro che furono licenziati o si dimisero e che oggi si sono riciclati in una cooperativa di pesca in Sardegna, un centro di recupero minorile in periferia, una comune familiare multireligiosa, un ambulatorio fisioterapico, un villaggio del Centramerica. “L'utopia non si raggiunge mai, ma serve a far camminare”. “La Fiat non mi ha licenziata. Sono stata io a licenziare la Fiat”. Le 2 frasi suggeriscono il tono, la passione e l'ironia che innervano questo documentario politico-esistenziale. Nelle 5 storie di fuga e riscatto le interviste di oggi si alternano con spezzoni di materiali d'epoca, di film militanti (A. Giannarelli, U. Gregoretti e altri) e riprese amatoriali con colore e sonoro, girate da Pietro Perotti durante i 35 giorni del blocco dei cancelli. Montaggio creativo di Luca Gasparini; immagini (Gherardo Gossi) rielaborate con efficaci deformazioni senza compiacimenti postmoderni; suono e musica di Giuseppe Napoli.
GENERE: Doc. DURATA: 75' FOTOGRAFIA: BN/Col. VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 3 PUBBLICO: 1
Il partigiano Johnny (It. 2000)
REGIA: Guido Chiesa
ATTORI: Stefano Dionisi, Andrea Prodan, Fabrizio Gifuni, Giuseppe Cederna, Alberto Gimignani, Claudio Amendola, Chiara Muti, Umberto Orsini, Felice Andreasi
* Rientrato in divisa nella natia Alba (CN) dopo l'8 settembre l'universitario Johnny va nelle Langhe e si unisce prima a una banda di “garibaldini” (comunisti), poi a una formazione di “azzurri” (monarchici), ed è disilluso da entrambi. Si ritrova a passare da solo il duro inverno del '44, ma scopre la vera ragione d'essere partigiano, rimanendo sé stesso. E in primavera riprende la lotta. Dal romanzo (1968) postumo e incompiuto di Beppe Fenoglio (1922-63), sceneggiato con Antonio Leotti, G. Chiesa – ammiratore e studioso dello scrittore albese cui ha dedicato 2 documentari TV – ha tratto un film asciutto e severo che ne rispetta profondamente lo spirito, ma di cui è rimasto un po' prigioniero per eccesso di amore fedele. Nel mettere lo sguardo di Johnny al centro della narrazione, ne ha fatto un film molto fisico sul precario lavoro del partigiano, sul faticoso e doloroso mestiere di sopravvivere sui monti con il suo carico di pioggia, neve, fango, agguati, fughe, sangue, paura, dubbi, spie, rappresaglie, solitudine. È forse il primo film che racconta con coinvolgente efficacia che cosa fosse un rastrellamento e che della guerra per bande espone la casualità. Non tutto convince (gli interni borghesi, il personaggio di Nord), ma funzionano S. Dionisi (con la sua somiglianza fisica al giovane Fenoglio) e il suo sguardo; funziona la fotografia scabra e denaturata di Gherardo Gossi. Insolita la partitura per archi di Alexandre Balanescu, da molti giudicata invadente. Prodotto e distribuito dalla Fandango di Domenico Procacci. L'edizione di 135' presentata alla Mostra di Venezia è stata asciugata di alcuni minuti.
GENERE: Guerra DURATA: 135' (128') VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 3 PUBBLICO: 2
AUTORE LETTERARIO: Beppe Fenoglio
FILMOGRAFIA DI MATTEO GARRONE
(Da "Il Morandini - dizionario dei film" di Laura, Luisa e Morando Morandini)
Ecco la filmografia completa di Matteo Garrone, giovane regista che mostra, attraverso il percorso definito dalle sue opere, di prediligere tematiche "forti", nelle quali spesso non è facile riconoscersi, con personaggi e vicende "marginali", che rispecchiano e presentano aspetti della nostra società che troppo rapidamente vorremmo dimenticare. Un autore, insomma, con la vocazione di rappresentare l'irrappresentabile.
Estate romana (It. 2000)
REGIA: Matteo Garrone
ATTORI: Rossella Or, Salvatore Sansone, Monica Nappo, Victor Cavallo, Simone Carella
* Nella Roma accaldata del 1999, invasa dai cantieri per il Giubileo del 2000, si sovrappongono gli itinerari tragicomici di uno scenografo pigro senza ambizioni (S. Sansone) e del suo grande mappamondo, della sua assistente (M. Nappo) in lotta continua con la suocera megera e di una ex attrice (R. Or) di teatro off, che, rimpatriata dopo molti anni, si trova alquanto spaesata e depressa. Con piazza Vittorio, nel quartiere Esquilino, come punto di partenza, è un viaggio attraverso una Roma inedita e teatrale all'insegna di una precarietà subita, ma anche accettata con una tranquillità non priva di irrequietezza.
GENERE: Comm. DURATA: 97' VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 3 PUBBLICO: 1
L'imbalsamatore (It. 2002)
REGIA: Matteo Garrone
ATTORI: Ernesto Mahieux, Valerio Foglia Manzillo, Elisabetta Rocchetti, Lina Bernardi, Pietro Biondi, Bernardino Terracciano, Marcella Granito
* Triangolazione funesta tra Peppino, uomo troppo piccolo che fa l'imbalsamatore, il cameriere Valerio, troppo alto, bello e fragile, e Deborah, aizzosa ragazza con la bocca rifatta che contende il bello al piccolo sullo sfondo spettrale del Villaggio Coppola in via Domiziana e dei lugubri traffici della camorra. Scritto con Ugo Chiti e Massimo Gaudioso, ispirato a un fatto di cronaca romana, reinventato da Vincenzo Cerami in L'omicidio del nano (in Fattacci, 1997), è il 4° lungometraggio e un giro di boa per il romano M. Garrone (1968), un raro esempio di noir all'italiana che sa coniugare cinema d'atmosfera con lo scavo psicologico e il racconto d'azione. A livello stilistico, è il miglior film italiano della stagione 2002-03, ammirevole per i modi con cui racconta l'intreccio tra ammirazione, desiderio (che compra e che possiede), omosessualità. Nel trio centrale fa macchia l'ex guantaio E. Mahieux che ha alle spalle plurime esperienze di cabaret, sceneggiate napoletane, teatro di prosa e cinema. Fotografia (Cinemascope): Marco Onorato. 2 David di Donatello, Premio Casa Rossa a Bellaria.
GENERE: Dramm. DURATA: 101' VISIONE CONSIGLIATA: G
CRITICA: 3
Ospiti (It. 1998)
REGIA: Matteo Garrone
ATTORI: Julian Sota, Llazar Sota, Corrado Sassi, Pasqualino Mura, Paolo Rota, Gianni Di Gegorio, Maria Ramires
* Gheni (L. Sota) e Gherti (J. Sota), due giovani albanesi che fanno i lavapiatti a Roma vanno ad abitare in casa del fotografo Corrado (C. Sassi) che diventa presto amico del primo, mentre Gherti, più irrequieto e insofferente, lega con Lino (P. Mura), anziano immigrato sardo che ogni giorno accompagna in giro per la città la moglie (M. Ramires), affetta da depressione e mania di persecuzione. Il taglio del 2° film di Garrone (Terra di mezzo) è esistenziale più che sociologico; il malessere di Gheni e Gherti, pur così diversi tra loro, non è tanto dell'immigrato, ma di chi è “straniero a sé stesso”, condiviso dagli altri due personaggi italiani. Quando passa a un discorso esplicito, scade a sceneggiato televisivo.
GENERE: Dramm. DURATA: 78' VISIONE CONSIGLIATA: G
CRITICA: 2,5 PUBBLICO: 1
Terra di mezzo (It. 1997)
REGIA: Matteo Garrone
ATTORI: Ahmed Mahgoub, Euglen, Gertian, Pascal, Barbara, Tina, Mario Colasanti, Paolo Sassanelli, Guglielmo Sassajola
* Tre episodi, ambientati nella cintura periferica di Roma, con immigrati (prostitute nigeriane, giovani albanesi in caccia di un lavoro qualsiasi, un egiziano che di notte si trasforma in benzinaio abusivo) che cercano di sopravvivere fra attese e occupazioni precarie. 1° film di M. Garrone, nato, al pari di Libera di P. Corsicato, come cortometraggio (il 1° episodio, premiato al Sacher Festival di Roma) cui sono stati aggiunti gli altri due. Sono legati da una evidente coesione di un cinema dell'attesa e della sospensione, stilisticamente giocato a cavallo tra documentario e finzione, tra esterni e interni, tra luoghi pubblici e luoghi privati. “Terra di mezzo esiste in questi scarti (dentro/fuori, documento/finzione) che producono sbilanciamenti e caratterizzazioni. Storie stra/ordinarie” (Giuseppe Gariazzo). Una nuova via per un cinema del/sul sociale ancora tutta da percorrere di cui non si vedono i traguardi. 1° premio al Sulmona Cinema Festival ex aequo con Tano da morire.
GENERE: Dramm. DURATA: 78' VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 2,5 PUBBLICO: 2
BREVE FILMOGRAFIA DI PUPI AVATI
(Da "Il Morandini - dizionario dei film" di Laura, Luisa e Morando Morandini)
Regalo di Natale
It. 1986
REGIA: Pupi Avati
ATTORI: Carlo Delle Piane, Diego Abatantuono, Alessandro Haber, Gianni Cavina, George Eastman, Giovanna Piaz
* Nella notte di Natale quattro amici e un industrialotto, presunto pollo da spennare, si trovano per una partita di poker che dovrà essere, in molti sensi, un regolamento di conti. Come si addice a una partita di poker, che è il fulcro del film, c'è suspense, ma vien fuori bene anche la conoscenza che il bolognese Avati ha della vita in provincia. I personaggi sono ben disegnati e serviti da attori che hanno le facce giuste.
GENERE: Comm. DURATA: 101' VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 3 PUBBLICO: 3
La casa dalle finestre che ridono
It. 1976
REGIA: Pupi Avati
ATTORI: Lino Capolicchio, Francesca Marciano, Gianni Cavina
* Agli inizi degli anni '60, in un paese della Bassa Ferrarese arriva un giovane restauratore per ripristinare un affresco sulla morte di San Sebastiano, dipinto da un artista locale naif e un po' folle, morto suicida trent'anni prima. Si trova coinvolto in una bieca atmosfera e, dopo morti violente e colpi di scena, scopre a sue spese una orribile verità. 5° film del bolognese P. Avati e il 1o prodotto da lui con l'A.m.A. (in società con il fratello Antonio e Gianni Minervini), scritto con Gianni Cavina, Maurizio Costanzo e il fratello, è un noir padano che sconfina nell'horror con qualche facile effettaccio. Narrativamente sconnesso, conta per il senso del paesaggio, il gusto della dismisura, l'inclinazione al grottesco, la direzione degli attori, la cura dei particolari. Premio della Critica al festival du Film Fantastique di Parigi 1979.
GENERE: Dramm. DURATA: 110' VISIONE CONSIGLIATA: S
CRITICA: 3 PUBBLICO: 2
I cavalieri che fecero l'impresa
It.-Fr. 2001
REGIA: Pupi Avati
ATTORI: Edward Furlong, Raoul Bova, Marco Leonardi, Thomas Kreschmann, Stanislas Merhar, Edmund Purdom, Carlo Delle Piane, F. Murray Abraham
* Nel 1271, mentre i resti di Luigi IX (1214-1270), re di Francia detto il Santo, sono portati attraverso la penisola italiana verso Parigi, cinque – anzi quattro più uno – giovani cavalieri partono verso Tebe (Grecia) alla ricerca della sacra Sindone, scomparsa da Bisanzio all'inizio del secolo. P. Avati torna al Medioevo, già raccontato in Magnificat, con un film ad alto costo di taglio epico-avventuroso, di base antropologica e di toni cangianti che svariano dal metafisico al barbarico, dalla novellistica alla sacra rappresentazione. Come note sovracute e disturbanti, innesta scene e particolari di ferina violenza: amputazioni, sventramenti, sangue a fiotti, procedure efferate, macabri riti liturgici. Il sacro e il blasfemo, il divino e il diabolico nascono, come l'alternanza tra abomini etici e abissi spirituali, dal contesto socio-antropologico, documentato con cura. Film medievista più che medievale in senso hollywoodiano, attraversato – come il sacrificio finale suggerisce – da una brezza anarchica di origine tosco-emiliana contro ogni potere, anche santificato. Consulenza storica di Franco Cardini.
GENERE: Avv. DURATA: 147' VISIONE CONSIGLIATA: G
CRITICA: 3 PUBBLICO: 2
Festa di laurea
It. 1984
REGIA: Pupi Avati
ATTORI: Carlo Delle Piane, Aurore Clément, Adriana Innocenti, Lidia Broccolino, Nik Novecento, Dario Parisini, Luisa Morandini, Fiorenza Tessari, Cesare Barbetti
* Il bacio che la padrona gli ha scoccato casualmente alle ore 18 del 10 giugno 1940 ha cambiato la vita del pasticcere Vanni, immergendolo in un sogno d'amore astratto e duraturo. O un incubo? Dieci anni dopo la preparazione e l'attesa dell'evento del titolo si risolvono in un disastro. Opus n. 16 del regista bolognese, questa commedia amarognola appartiene al suo filone crepuscolare che inclina verso i buoni sentimenti. Lavoro di fino sul doppio registro dell'incanto e del disincanto, del pathos e della perfidia, della tenerezza e dell'ironia con qualche stonatura proprio nella scena della festa.
GENERE: Comm. DURATA: 96' VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 2,5 PUBBLICO: 2
Una gita scolastica
It. 1983
REGIA: Pupi Avati
ATTORI: Carlo Delle Piane, Tiziana Pini, Rossana Casale, Lidia Broccolino, Cesare Barbetti, Ferdinando Orlandi, Bob Tonelli, Marcello Cesena
* Ambientato nel 1914, è il racconto di una gita-premio che gli allievi di una terza liceo mista di Bologna fanno, a piedi, attraverso l'Appennino fino a Firenze. Appoggiandosi alle piacevoli musiche di Riz Ortolani, P. Avati impone al film le cadenze, le magie, gli stereotipi di una commedia musicale. Bravo per la calibrata mistura di comicità e patetismo C. Delle Piane.
GENERE: Comm. DURATA: 90' VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 2,5 PUBBLICO: 2
Impiegati
It. 1984
REGIA: Pupi Avati
ATTORI: Claudio Botosso, Elena Sofia Ricci, Dario Parisini, Consuelo Ferrara, Nik Novecento, Luca Barbareschi
* Neolaureato, figlio di bancario, entra a lavorare in una banca dove instaura una serie di rapporti sbagliati. Pur non rinunciando al suo consueto registro patetico-ironico, questa volta P. Avati racconta con maggiore lucidità e talvolta con tagliente cattiveria la complessità della vita e del mondo borghese. Bravo D. Parisini.
GENERE: Comm. DURATA: 97' VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 3 PUBBLICO: 2
Magnificat
It. 1993
REGIA: Pupi Avati
ATTORI: Luigi Diberti, Arnaldo Ninchi, Consuelo Ferrara, Massimo Bellinzoni, Dalia Lahay
* In una plaga imprecisata dell'Appennino centrale, durante la settimana santa dell'anno 926, s'intrecciano una mezza dozzina di storie cui fa da filo conduttore l'itinerario del boia Folco e del suo assistente. Convergono a Malfole, all'abbazia della Visitazione. In cadenze quasi liturgiche, P. Avati, bolognese bizzarro e regista anomalo, ricostruisce un tempo ferino e, insieme, immerso nella dimensione del sacro dove si alternano riti, presagi, superstizioni, misteri, paure, punizioni, un mondo dominato dall'incombere della violenza, dalla presenza della morte, dall'idea di Dio, eterno sordomuto. Difficile dire se sia un film laico o religioso, sicuramente è il risultato più alto nella ventennale carriera di Avati.
GENERE: Dramm. DURATA: 100' VISIONE CONSIGLIATA: G
Storia di ragazzi e di ragazze
It. 1989
REGIA: Pupi Avati
ATTORI: Lucrezia Lante della Rovere, Davide Bechini, Alessandro Haber, Enrica Maria Modugno, Massimo Bonetti, Felice Andreasi, Angiola Baggi, Roberta Paladini, Anna Bonaiuto
* Per festeggiare il fidanzamento tra Angelo, giovane borghese di Bologna, e Silvia, appartenente a una famiglia di contadini agiati di Porretta Terme, nel febbraio 1936 in un casolare dell'Appennino si svolge un pranzo di venti portate. Film ambizioso e maturo questo (16°) di P. Avati, affidato coralmente a una compagnia di 25 e più attori che recitano quasi sempre in presa diretta, e se la cavano benissimo. Qualche inverosimiglianza qua e là.
GENERE: Comm. DURATA: 99' FOTOGRAFIA: BN VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 3 PUBBLICO: 3
L'arcano incantatore
It. 1996
REGIA: Pupi Avati
ATTORI: Carlo Cecchi, Stefano Dionisi, Arnaldo Ninchi, Andrea Scorzoni, Patrizia Sacchi, Vittorio Duse
* Dalla Bologna clericale del 1750, dopo aver ingravidato una ragazza, inducendola ad abortire, il seminarista Giacomo si rifugia sull'Appennino nella rocca di un monsignore sospeso a divinis per i suoi studi occulti ed esoterici. Il soggiorno si trasforma in una lotta contro un Maligno di mutevoli sembianze. Colpo di scena finale. Horror italico, thriller cattolico, film di genere a basso costo con regia d'autore in cui i paesaggi appenninici (Umbria, invece che le alture tosco-emiliane) contano come e più che i personaggi, resi con una recitazione regionale ruvida e accentata cui contribuisce il geniale ed eccessivo C. Cecchi. Funzionale fotografia di Cesare Bastelli con qualche effetto di troppo.
GENERE: Horr. DURATA: 96' VISIONE CONSIGLIATA: S
CRITICA: 2,5 PUBBLICO: 2
FILMOGRAFIA DI SOFIA COPPOLA
Giovane e "innocente" com'è, pur cresciuta all'ombra di cotanto padre, Sofia non è una "absolute beginner", e può vantare un esordio significativo, al punto da essere considerato un piccolo cult. Degna emula dell'iraniana Samira Makhmalbaf, condivide con lei la presenza non particolarmente ingombrante, ma senza dubbio rassicurante, di un padre celebre regista, oltre che la volontà di affermarsi in un mondo, quello del cinema, dove le presenze femminili dietro la macchina da presa si contano su poche dita. Attendiamo Sofia ad altre prove dalle quali possa decifrarsi meglio la sua reale personalità e la sua più compiuta vocazione artistica. (Sergio)
Il giardino delle vergini suicide
The Virgin Suicides (USA 1999)
REGIA: Sofia Coppola
ATTORI: James Woods, Kathleen Turner, Kirsten Dunst, Josh Hartnett, A.J. Cook, Hanna Hall, Leslie Hayman, Chelse Swaim
* Figlie di una madre severissima e di un padre distratto, le cinque sorelle Lisbon, dai 17 ai 13 anni, vivono in una linda cittadina del Michigan negli anni '70, vagheggiate da tutti i ragazzi del quartiere benestante. Dopo l'enigmatico suicidio della più piccola e l'ostentata perdita della verginità della più bella, sono tolte dalla scuola e chiuse in casa. È l'assurdo provvedimento che le induce a imitare la sorellina, tutte e quattro insieme? Dal romanzo Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides, da lei sceneggiato sotto l'ala protettiva e produttiva del padre Francis, l'esordiente S. Coppola (1971) suggerisce, nei modi di un simbolismo ridondante, che è il loro destino, un cancro esistenziale (sociale?) che le spinge all'autodistruzione come la malattia che corrode i vecchi alberi. Scavalcato il realismo psicologico – in base al quale sarebbe indifendibile tanto sono evanescenti le cinque Barbie e schematici i loro genitori – si punta su un'atmosfera morbosa, onirica e mitica che, però, scivola talvolta nel Kitsch sentimentale, pur non mancando di verità nella descrizione dei comportamenti adolescenziali.
GENERE: Dramm. DURATA: 95' VISIONE CONSIGLIATA: G
CRITICA: 2 PUBBLICO: 2
AUTORE LETTERARIO: Jeffrey Eugenides
(Da "Il Morandini - dizionario dei film" di Laura, Luisa e Morando Morandini)
FILMOGRAFIA DI MEL GIBSON (COME REGISTA)
(Da "Il Morandini - dizionario dei film" di Laura, Luisa e Morando Morandini)
Prepariamoci ad assistere alla interessante prima visione del film di Mel Gibson "La Passione di Cristo", riepilogando la breve filmografia dell'artista come autore.
Braveheart - Cuore impavido
Braveheart (USA 1995)
REGIA: Mel Gibson
ATTORI: Mel Gibson, Sophie Marceau, Patrick McGoohan, Catherine McCormack, Brendan Gleeson, Ian Bannen
* Nella Scozia del XIII secolo, vessata dagli inglesi, William Wallace (1267-1305), al quale hanno ucciso la moglie, si mette a capo di un gruppo di disperati ribelli, li trasforma in esercito, batte gli inglesi a Stirling (1297), conquista la stima della regina Isabella, prosegue la guerriglia, è sconfitto a Falkirk (1304), abbandonato dai nobili passati al re Edoardo I finché è preso e giustiziato. Idealmente diviso in 3 parti (adolescenza, prime prove di coraggio e dolori di Wallace; le battaglie; i conti con la Storia), è un filmone epico che punta sullo spettacolo, su grandi temi popolari (la lotta per la libertà e la giustizia), sui luoghi canonici del genere. Vale soprattutto per le battaglie che coniugano i quadri di Paolo Uccello con la tecnologia del cinema moderno. Successo internazionale e 5 Oscar: film, regia, fotografia (John Tull), effetti speciali sonori e trucco. 1700 comparse e interminabili titoli di coda.
GENERE: Avv. DURATA: 177' VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 3 PUBBLICO: 5
L'uomo senza volto
The Man Without a Face (USA 1993)
REGIA: Mel Gibson
ATTORI: Mel Gibson, Nick Stahl, Margaret Whitton, Fay Masterson, Gaby Hoffman, Geoffrey Lewis, Richard Masur
* Il professor McLeod, dal volto sfigurato, vive in isolamento in una casa-castello del Maine. Il dodicenne Chuck, con madre al quarto matrimonio e il ricordo di un padre matto, sogna di entrare a West Point ma ha paura di non farcela. I due sono destinati a incontrarsi, a capirsi, a diventare l'uno maestro dell'altro e poi amici. La città maligna li separa e il professore è allontanato dall'allievo con l'infamante accusa di pedofilia. Primo film dell'australiano M. Gibson (1956) che non rivela particolari doti di regista se non nella direzione degli attori anche perché la sceneggiatura dolcifica non poco le ambiguità del romanzo di Isabel Holland da cui è tratto.
GENERE: Dramm. DURATA: 114' VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 2 PUBBLICO: 2
AUTORE LETTERARIO: Isabel Holland
BREVE FILMOGRAFIA DI ERMANNO OLMI
(Da "Il Morandini - dizionario dei film" di Laura, Luisa e Morando Morandini)
L'albero degli zoccoli
It. 1978
REGIA: Ermanno Olmi
* 1897-98 nelle campagne della Bassa bergamasca: la vicenda corale di alcune famiglie contadine che lavorano la terra a mezzadria tra duri sacrifici, fatica e dolori, ma con grande dignità. Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di Bach che l'accompagnano, il 9o di Olmi è – con Novecento (1976) di B. Bertolucci che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi virgiliani: labor, pietas, fatum. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua pietas. Girato con attori non professionisti. Il sonoro originale fu doppiato dagli stessi interpreti contadini e operai in un dialetto italianizzante. Alcune copie circolarono con sottotitoli in italiano nei dialoghi più ostici. Venduto in un'ottantina di nazioni. Palma d'oro a Cannes.
GENERE: Dramm. DURATA: 170' VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 5 PUBBLICO: 3
La leggenda del santo bevitore
It.-Fr. 1988
REGIA: Ermanno Olmi
ATTORI: Rutger Hauer, Anthony Quayle, Sandrine Dumas, Dominique Pinon
* Ricevuti misteriosamente in prestito 200 franchi, barbone alcolizzato fa molti incontri d'amore e d'amicizia finché s'avvia, in una ventosa mattina, a saldare il debito. A livello stilistico è forse il film più maturo di E. Olmi, certamente il più raffinato: la sua Parigi, paesaggio dell'anima, è straordinaria. Ha una splendida 1ª parte, una zona centrale un po' ripetitiva e prolissa, riprende quota nella conclusione. Non c'è più, forse, la leggerezza delle sessanta stringate pagine del racconto lungo Die Legende vom heiligen Trinker (1939) di Joseph Roth, ma, dopo averlo visto, nessuno lo leggerà o rileggerà come prima. Olmi ci aiuta a capirlo meglio, a penetrarlo in profondità. L'interpretazione dell'olandese Hauer è una delle sue carte vincenti. Sceneggiato da Olmi con Tullio Kezich. Leone d'oro a Venezia.
GENERE: Dramm. DURATA: 125' VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 4 PUBBLICO: 3
AUTORE LETTERARIO: Joseph Roth
Lunga vita alla signora!
It. 1987
REGIA: Ermanno Olmi
ATTORI: Marco Esposito, Simona Brandalise, Stefania Busarello, Simona Dalla Rosa, Lorenzo Paolini
* Attraverso gli occhi di ragazzi che hanno appena finito la scuola alberghiera e vanno a servire in un castello per la festa di compleanno di un'anziana e potente signora, una panoramica sull'umanità assetata di potere e di ambizioni che si siede a quella tavola. Una storia semplice, come tutte quelle di E. Olmi, raccontata con impegno e serietà da un uomo che crede in quel che fa, un po' appesantita da qualche rigidità oratoria o da ambizioni metaforiche fuori fuoco.
GENERE: Comm. DURATA: 109' VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 3 PUBBLICO: 2
Il mestiere delle armi
It.-Fr.-Germ. 2001
REGIA: Ermanno Olmi
ATTORI: Hristo Jivkov, Sergio Grammatico, Dimitar Ratchkov, Dessy Tenekedjieva, Sandra Ceccarelli, Giancarlo Belelli
* Nel novembre 1526 Joanni de' Medici, capitano di ventura al soldo di papa Clemente VII, suo zio, conduce azioni di guerriglia a nord del Po per fermare la marcia su Roma degli Alemanni dell'imperatore Carlo V, guidati da Zorzo Frundsberg. Ferito dalla palla di un falconetto, dopo quattro giorni di agonia per cancrena, muore in Mantova a soli ventott'anni. Alla vigilia dei 70 anni, ribaltando la tesi di Condottieri (1937) di L. Trenker che fece di Joanni un precursore di Mussolini, attento alla lezione di R. Rossellini e A. Tarkovskij, trovata la Padania in Bulgaria, E. Olmi fa il suo 1o film “epico” in cadenze antiepiche che è, in filigrana, una meditazione sulla morte di profondo respiro religioso e di forte tensione etica, ma anche sull'onore, il coraggio, il dolore, la metamorfosi tecnologica della guerra che la rende ancora più disumana. Il film più costoso e difficile della sua quarantennale carriera è anche stilisticamente il più libero, affrancato da convenzioni e stereotipi del grande spettacolo, di semplicità raffinata nella scrittura, potente nei veloci scorci di battaglie, attenta alla cultura materiale e ai volti dei bambini. Magnifica fotografia del figlio Fabio Olmi. Determinante nel condurre le immagini, soprattutto nel Requiem, l'apporto musicale di Fabio Vecchi. Premi Sacher per il miglior film dell'anno e per S. Ceccarelli.
GENERE: Dramm. DURATA: 105' VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 4 PUBBLICO: 3
Il posto
It. 1961
REGIA: Ermanno Olmi
ATTORI: Sandro Panseri, Loredana Detto, Tullio Kezich, Mara Revel, Bice Melegari
* Un ragazzo di Meda (MI), figlio di operai, s'accinge a trovare un posto di avventizio in una grande azienda milanese. Un'ora e mezzo per una storia così esile? Eppure non si hanno né divagazioni né indugi. Tutto si tiene. Dopo i capitoli leggeri e lirici della 1ª parte (l'idillio del protagonista con una coetanea: è L. Detto che diventerà moglie di Olmi e madre dei suoi figli) si affronta il tema centrale: la presa di contatto di Domenico (un S. Panseri paragonato a Keaton giovane), ancora integro nella sua freschezza di adolescente, col desolato e triste mondo impiegatizio. Che prezzo dovrà pagare per il posto, per il lavoro? 2o in ordine cronologico, è il 1o vero film lungo di Olmi a livello produttivo, e gli diede notorietà internazionale.
GENERE: Comm. DURATA: 93' FOTOGRAFIA: BN VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 3,5 PUBBLICO: 3
I recuperanti
It. 1970
REGIA: Ermanno Olmi
ATTORI: Antonio Lunardi, Andreino Carli, Alessandra Micheletto
* Tornato a casa sull'altopiano di Asiago nel 1945 dopo la prigionia, Gianni fatica a trovar lavoro. Il vecchio Du lo invita ad aiutarlo a recuperare i residuati metallici (bombe inesplose) della guerra 1915-18. Profondamente radicato nella realtà dell'altipiano dei Sette Comuni, di cui restituisce la dimensione dell'avventura (e della libertà nell'avventura), ma anche riflessione sulla demenza tragica della guerra, è il raro caso di un film d'autore che nasce da un'esperienza collettiva, tagliato su misura sul favoloso personaggio del vecchio Du (Toni Lunardi) che è perno, motore, anima della storia. Questo gran vecchio non ha interpretato il film da attore occasionale: se ne è impadronito fino a diventare lui stesso il film. Scritto con Mario Rigoni Stern e Tullio Kezich. Prodotto e trasmesso dalla RAI.
GENERE: Dramm. DURATA: 96' VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 3,5 PUBBLICO: 2
Il segreto del bosco vecchio
It. 1993
REGIA: Ermanno Olmi
ATTORI: Paolo Villaggio, Giulio Brogi, Riccardo Zannantonio, Lino Pais Marden, Luciano Zandonella
* Amministratore, per conto del nipote (R. Zannantonio), delle terre che comprendono il “bosco vecchio”, il colonnello in pensione Sebastiano Procolo (P. Villaggio) è disposto a tutto per diventare il padrone della zona, persino a eliminare il ragazzo, ma si pente, ci ripensa e si converte. Da un racconto animista (1935) del giovane Dino Buzzati, fiabesco ma già stregato, E. Olmi ha cavato una favola (troppo lunga) dove non soltanto parlano gli animali, persino gli insetti, ma prendono la parola anche le ombre e i venti. Favola che è anche una parabola cristiana ed ecologica sul rispetto per gli altri e per la natura, sul potere e l'avidità. Impregnato di un estetismo in bilico tra Bambi e il “National Geographic”, un po' inamidato in un accademismo stilistico incline all'oratoria, ha più di un passaggio e di un paesaggio di incantata suggestione lirica, come il notturno concerto del Vento Matteo che ha la voce di Omero Antonutti e il mesto, eppur epico finale. Apprezzabili la fotografia di Dante Spinotti e P. Villaggio che dà al colonnello e alla sua maligna tristezza i modi ieratici di un attore kabuki. Girato nella zona dolomitica tra Auronzo e il Passo Tre Croci.
GENERE: Fiab. DURATA: 134' VISIONE CONSIGLIATA: T
CRITICA: 2,5 PUBBLICO: 2
AUTORE LETTERARIO: Dino Buzzati
FILMOGRAFIA DI NIGEL COLE
(Da "Il Morandini - dizionario dei film" di Laura, Luisa e Morando Morandini)
L'erba di Grace
Saving Grace (GB 2000)
REGIA: Nigel Cole
ATTORI: Brenda Blethyn, Craig Ferguson, Martin Clunes, Tchéky Karyo, Phyllida Law
* Vedova di un marito infedele e speculatore fallito che l'ha lasciata con un debito di 300.000 sterline, Grace, ingenua di mezza età con il pollice verde, si mette a coltivare in quantità industriale la marijuana (in gergo, maria, mariagiovanna, canna, erba). È coperta dalla tollerante complicità della piccola comunità, prete e poliziotto compresi, di Port Liac (Cornovaglia) che non a caso vanta antiche tradizioni di pirateria e contrabbando. 1o film di N. Cole che l'ha scritto con Mark Crowdy, è una commedia leggera, esilarante e non priva di facili e accattivanti furbizie (tra cui il finale politicamente corretto) che diventa un manifesto delle tesi antiproibizionistiche in materia di droghe leggere. Le dà l'acqua della vita – e l'euforia del fumo – la deliziosa B. Blethyn, memorabile protagonista di Segreti e bugie (con la voce di Lorenza Valla). Si calcola che siano più di 45 milioni (di cui più di un terzo nel Regno Unito) i consumatori di marijuana nell'Unione Europea.
GENERE: Comm. DURATA: 95' VISIONE CONSIGLIATA: G
CRITICA: 3 PUBBLICO: 3